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IL
GOZZO
Dott.ssa
Rossella Nassi Responsabile Sezione Endocrinologia - ASL
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Arezzo
La
tiroide è una ghiandola endocrina localizzata nel collo. La forma è
all’incirca quella di una farfalla, con una parte centrale detta istmo e
due laterali, i lobi. Essa produce due ormoni:
-la
tetraiodiotironina o tiroxina (T4)
-la triiodiotironina (T3)
Entrambi contenenti iodio, vengono immessi nel sangue circolante,
raggiungendo i vari organi e tessuti, dove svolgono un ruolo
insostituibile: sono infatti necessari per la crescita e lo sviluppo e per
mantenere la stabilità metabolica. Le malattie della tiroide
sono relativamente comuni. Sono rappresentate da:
-alterazioni
delle dimensioni e della forma della ghiandola (gozzo )
-alterazione della secrezione
ormonale (disfunzioni).
GOZZO:
LE CAUSE
L’aumento di volume
della tiroide viene definito gozzo o struma. Il gozzo è conosciuto e
descritto, nonché
rappresentato in pittura, scultura, ecc., fin dall'antichità. Nel
600 Thomas Warthon diede il nome alla ghiandola derivandolo dalla parola
greca thureus (scudo). Questo stesso autore scriveva "la tiroide
contribuisce molto alla rotondità e alla bellezza del collo, riempiendone
gli spazi vuoti intorno alla laringe, facendo quasi scomparire le sue
parti sporgenti e rendendolo liscio, soprattutto nelle donne, alle quali è
assegnata una ghiandola più grossa proprio per questa ragione, così che il
loro collo è più uniforme e bello.” Come
si vede in passato il gozzo non era sempre visto negativamente, anche
perché era talmente diffuso
tra la popolazione da rappresentare un "normale" complemento del collo. Lo
dimostra anche, il dipinto di Rubens della pagina precedente, dove Venere,
dea della bellezza, appare riflessa nello specchio con una rotondità del
collo che non lascia dubbi sulla presenza del gozzo. La causa più
frequente del gozzo, in passato come oggi, è la carenza di iodio nell’
ambiente. Nel corso delle diverse ere geologiche lo iodio,
presente nel suolo in quantità minime, è stato progressivamente dilavato
dalle piogge e immesso nelle acque marine. Da queste lo iodio evapora e
ricade al suolo con la pioggia. La nostra principale fonte di
iodio è rappresentata dagli alimenti, la cui ricchezza dipende dalla
concentrazione di' iodio nell'ambiente dove vegetali e animali vivono e
crescono, per cui, per esempio, il pesce è più ricco di iodio degli
animali che vivono a terra. Altre fonti di iodio sono sostanze
chimiche usate come additivi, coloranti e farmaci, la cui circolazione è
probabilmente una delle cause dell'aumento di disponibilità di iodio
nell'ambiente, osservato negli ultimi anni. In ogni caso le
località costiere rappresentano un ambiente più ricco di. iodio rispetto
alle località dell'interno. Questo spiega per- che il gozzo sia più
frequente nelle zone montane che sul mare. La carenza cronica
di iodio rappresenta un problema destinato ad acuirsi quando viene
richiesta alla tiroide una maggiore attività, per esempio durante la
crescita e la gravidanza. Quest'ultimo fattore è una delle
cause della maggiore prevalenza di gozzo nel sesso femminile.
La carenza iodica rende difficile la sintesi degli ormoni
tiroidei; ne consegue l' attivazione di sistemi di compenso, tra i quali
principalmente quello mediato dall'ipofisi, una piccola ghiandola
intracranica, produttrice di molti ormoni, tra i quali il TSH (thyroid
stimulating hormone). L' aumento del TSH nel sangue stimola la
secrezione di T 4 e T3, ma anche la moltiplicazione delle cellule e dei
follicoli tiroidei, con aumento di volume della ghiandola. Il
gozzo, così formatosi, tende inizialmente a mantenere la forma regolare
della tiroide (gozzo diffuso ), poi la crescita diventa irregolare e
asimmetrica, con formazione di noduli. Il termine gozzo
endemico viene generalmente usato per descrivere gozzi presenti in elevata
percentuale (>20%) nella popolazione e dovuti a carenza cronica di
iodio nella dieta. Associati alla carenza iodica, altri fattori
possono facilitare la formazione del gozzo, per esempio:
-alcune
sostanze contenute negli alimenti
-ioni
inorganici come perclorato, tiocianato, litio
-alcuni
farmaci
Altre
cause di gozzo sono rappresentate da difetti enzimatici ereditari che
compromettono la sintesi degli ormoni tiroidei. Tali difetti possono in
parte spiegare la ricorrenza di gozzo in componenti della stessa famiglia.
Infine in molte malattie tiro idee il gozzo si associa agli
altri segni e sintomi di tali patologie, come nel morbo di Basedow, nelle
tiroiditi, negli adenomi tossici ecc. .
GOZZO
-la clinica
Il
gozzo può essere normofunzionante, cioè con normale secrezione degli
ormoni tiroidei, oppure può associarsi ad eccessiva produzione ormonale
(ipertiroidismo) o a difetto di produzione (ipotiroidismo ).
Nel
primo caso i problemi che il gozzo (normofunzionante) può dare sono:
-problemi
estetici, soprattutto nei gozzi di grosse dimensioni e con irregolarità di
forma
-problemi
compressivi, anche in questo caso nei gozzi di grosse dimensioni che
tendono a scendere all'interno del torace (gozzo cervico-toracico)
causando dispnea (cioè difficoltà respiratorie, dovute alla compressione
tracheale ), disfagia ( disturbi della deglutizione per compressione
dell’esofago ) e disfonia (per compressione dei nervi che vanno alle corde
vocali).
Laddove
il gozzo si associa a disfunzione tiroidea, oltre ai sintomi dovuti all’
aumento di volume della ghiandola, sono presenti quel- li dovuti all’
eccessiva o deficitaria sintesi di ormoni tiroidei.
GOZZO
e
IPERTIROIDISMO
I
sintomi dell'ipertiroidismo ben si comprendono tenendo conto dell'azione
degli ormoni tiroidei, che:
-aumentano
il consumo di ossigeno e la produzione di calore
-stimolano l'utilizzazione dei
glicidi e dei lipidi, e, se in eccesso, il catabolismo proteico
-sono
necessari per il normale accrescimento scheletrico e per lo sviluppo
neurologico del feto e del bambino
-hanno
un ruolo "attivante" la funzione dei nostri organi, in particolare il
sistema cardiovascolare e il sistema nervoso.
Ne
consegue che l' eccesso di ormoni tiroidei comporterà:
-attivazione
del metabolismo basale con maggiore consumo di calorie e conseguente calo
ponderale. Il calo di peso è però dovuto non solo alla perdita di grasso,
ma anche alla riduzione del volume muscolare e del contenuto proteico e
minerale dell’ osso. Ciò che spiega la debolezza e il facile esaurimento
muscolare, nonché il maggior
rischio di osteoporosi, dei pazienti ipertiroidei non trattati
-aumento
del senso di fame (iperfagia)
-aumento
della produzione di calore, con intolleranza al caldo
-attivazione
delle funzioni cardiovascolari, con tachicardia (aumento della frequenza
del battito cardiaco con possibili aritmie soprattutto in pazienti
cardiopatici o anziani), aumento della pressione sistolica e riduzione
della diastolica
-ansia,
irritabilità, insonnia.
Nell'ipertiroidismo
è tipico l'aspetto "sbarrato" degli occhi, dovuto a retrazione della
palpebra superiore da ipertono neurovegetativo, ma in alcune malattie
(come nel morbo di Basedow) è possibile avere un coinvolgimento oculare
più grave: protrusione dei globi oculari ( esoftalmo ) e difetti visivi (
diplopia, cioè sdoppiamento dell'immagine).
GOZZO
E IPOTIROIDISMO
L'ipotiroidismo
comporta il contrario di quanto precedentemente descritto, cioè:
-riduzione
del metabolismo basale con tendenza all'aumento di peso -ridotta
produzione di calore con maggiore sensibilità al freddo -rallentamento
della frequenza cardiaca, riduzione della pressione massima e aumento
della minima
-sonnolenza,
stanchezza, difficoltà di concentrazione.
Nell'ipotiroidismo,
l'aumento del TSH causa inoltre l'accumulo nel tessuto sottocutaneo di
mucopolisaccaridi, sostanze che trattengono liquidi e sono responsabili
dell' edema "duro" (mixedema) di questi pazienti.
La
carenza di ormoni tiroidei causa conseguenze particolar- mente gravi nella
vita fetale e nei primi anni di vita, comportando infatti:
-difetti
di crescita (nanismo ipotiroideo, disarmonico)
-difetti
di sviluppo del sistema nervoso ( cretinismo ) con deficit intellettivi e
altri disturbi neurologici.
Il
cretinismo oggi è praticamente estinto in Italia e nei paesi ad elevato
sviluppo socio-economico, grazie allo screening neonatale, che permette di
identificare subito bambini nati con difetti di funzionamento della
ghiandola e grazie alI’aumento di disponibilità di iodio nell'ambiente
(iodoprofilassi).
Quest'ultima
viene abitualmente attuata tramite la iodazione del sale, un procedimento
non particolarmente costoso, con possibilità di raggiungere tutti gli
strati sociali.
GOZZO
-
LA TERAPIA
"
Nell'ipotiroidismo è possibile effettuare una terapia ottimale
utilizzando
la tiroxina (ottenuta per sintesi) disponibile in compresse.
Nell'ipertiroidismo
è possibile usare dei farmaci (tionamidi) che normalizzano la funzione
ghiandolare. In alcuni casi è preferibile la terapia radiometabolica, cioè
la somministrazione di iodio radioattivo, che, captato elettivamente dalla
ghiandola, ne riduce l'attività secretoria.
Infine
laddove è presente un grosso gozzo e soprattutto se ci sono già disturbi
compressivi, la soluzione migliore appare quella chirurgica.
In
alcuni casi, anche il gozzo normofunzionante viene trattato con tiroxina,
sulla base del presupposto che, mettendo a riposo la ghiandola, questa
riduca progressivamente il suo volume; i risultati migliori si ottengono
tuttavia nei gozzi diffusi e di recente insorgenza.
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