|
LE
DONNE DI PIERO DELLA FRANCESCA
Dott.
Pier Luigi Rossi Medico
specialista in Scienza della alimentazione Docente tecniche
dietetiche Università di Siena
Lo si è a lungo considerato un segno di bellezza: avere un collo
lungo, pieno e ben rotondo. Ma non era e non è un segno di salute. Là dove
il collo si unisce al torace deve essere presente una piccola fossetta.
Ponetevi davanti allo specchio e riscoprite di avere un corpo dove nulla è
lasciato al caso e tutto ha un suo preciso.significato biologico. Se non
avete più la "fossetta" alla base del collo, due sono i principali motivi
di questa assenza: il primo sta nell'avere un abbondante strato adiposo
sottocutaneo, il secondo sta nell'avere un aumento del volume della
tiroide, anatomicamente posta proprio tra la base del collo a ridosso
della trachea e della laringe.
Questi
due motivi possono essere entrambi presenti e responsabili del collo pieno
e ben rotondo. Ma non è un caso che questo segno di bellezza sia stato
esaltato, con particolare forza estetica, dai pittori rinascimentali nelle
figure femminili perché la
donna è più esposta dell’uomo ad avere un aumento patologico del volume
della ghiandola tiroidea. Le dame dipinte da Piero della Francesca
(pitture presenti ad Arezzo, a Sansepolcro) hanno il segno del gozzo.
Piero stesso soffriva di gozzo. La patologia fu esaltata a bellezza.
ESTETICA
DELLA MALATTIA
La
donna, più dell'uomo, è esposta ad una alterazione della funzionalità
tiroidea con un aumento del suo volume perché ha la necessità fisiologica di
assumere una maggiore dose giornaliera " di iodio, un elemento chimico che
trae il suo nome dalla parola greca "ìon", che tradotta significa viola.
Il colore dello iodio è il viola, come tanti potranno ricordare pensando
ad un comune diffuso disinfettante. Il fabbisogno giornaliero di iodio
della donna in età fertile è di 150 microgrammi, che sale a 200 durante la
gravidanza e l'allattamento. Per un bambino è di 90, per un adolescente
120, per un uomo adulto 130. Un microgrammo è una unità di massa
equivalente ad un milionesimo di grammo. Lo iodio è un elemento chimico
essenziale per produrre gli ormoni
tiroidei,
responsabili di numerose azioni fisiologiche e biochimiche. Il 90% dello
iodio arriva al corpo umano con l' alimentazione giornaliera, il 10%
con l'acqua.
Elevato è il rischio di non raggiungere la dose richiesta di iodio da
assumere ogni giorno per- che cibi raffinati, diete ipocaloriche inferiori
a 1200 calorie, ali- menti ottenuti con sistemi di allevamento e di
produzione intensiva possono apportare solo insignificanti dosi di iodio.
Quando
l' apporto di iodio scende sotto i 40 microgrammi al giorno compare il
gozzo, cioè un evidente ed apprezzabile aumento patologico del volume
della tiroide alla base del collo. Il progresso della medicina ha fatto
credere che malattie come il gozzo siano scomparse. Invece il gozzo è
ancora diffuso. Si calcola che in Italia siano colpite da gozzo endemico
almeno 5-6 milioni di persone, talvolta senza una loro piena
consapevolezza. Ciò è dovuto ad una insufficiente quantità di iodio
nell’organismo. Ma prima di arrivare all'evidenza clinica ed estetica del
gozzo, c' è una ampia zona nutrizionale compresa tra la quantità di iodio
richiesta dal personale fabbisogno giornaliero, variabile con il sesso e
con l' età, ed il livello di 40 microgrammi, sotto il quale si entra nella
patologia correlata al gozzo.
Questa
considerazione evidenzia quanto sia alto il numero delle persone
potenzialmente esposte ad una carenza nutrizionale di iodio, tant'è che il
Ministero della Sanità ha da anni intrapreso una campagna di prevenzione
della carenza iodica nella alimentazione nazionale, autorizzando l’uso del
sale iodato, un normale sale da cucina addizionato di iodio, acquistabile
in ogni esercizio commerciale alimentare. Una dose di 5 grammi di sale
iodato al giorno, usato nel condimento a crudo e mai in cottura, apporta
circa 80 microgrammi di iodio, quantità ritenuta idonea a compensare la
carenza iodica derivante dalla normale alimentazione. Accanto ad una
insufficiente assunzione giornaliera di iodio vi sono abitudini di vita in
grado di alterare l'assorbimento e 1 'utilizzo dello iodio da parte della
tiroide, come il fumo con i suoi tossici tiocianati e l'uso prolungato di
anticoncezionali.
L'
eccesso di calcio nelle acque di falda troppo dure, con una durezza totale
superiore a 50° F gradi, gradi francesi, limita l'assorbimento dello
iodio. Alcuni alimenti possiedono naturali sostanze gozzigene limitanti l'
assorbimento intestinale dello iodio come cavolfiore, cavolo verza,
cappuccio rosso e cavolini di Bruxelles, broccoli, rape, crescione e
senape. Anche il suolo dove vengono coltivati gli alimenti vegetali può
influenzare la quantità di iodio che arriva all’organismo perché , per
motivi di formazione geologica, questo elemento chimico può risultare tal-
mente carente nello stesso terreno da non essere assorbito dagli alimenti
vegetali. È quanto succede nel Casentino che ha un terreno senza iodio
perché la formazione
geologica della valle non ne ha consentito l'accumulo; cosicché tutti i vegetali che crescono
nella terra del Casentino non contengono iodio e gli animali che mangiano
questi vegetali non introducono iodio. L 'uomo che si trova all’apice
della catena elementare non ricevendo iodio ne dai vegetali ne dagli
animali, si espone alla carenza di questo elemento come è successo per
secoli in Casentino.
La
patologia tiroidea da carenza iodica coinvolge tutti gli esseri vegetali
ed animali viventi in una nicchia ecologica dove geologicamente si è
formato un terreno povero di iodio. Sta qui la spiegazione biologica
dell'elevato numero di aborti, del limitato accrescimento di statura e del
ritardo dello sviluppo intellettivo ( cretinismo endemico) e di alterate
funzioni cerebrali presenti da millenni in popolazioni residenti in aree
geografiche chiuse e delimitate, in particolare nelle Alpi e negli
Appennini: zone geologiche povere di iodio.
GIOVANI
DONNE
La
donna ha un particolare rapporto fisiologico con la tiroide. Gli estrogeni
femminili agiscono favorendo l'eliminazione urinaria dello iodio. Inoltre
lo iodio viene eliminato attraverso il sangue mestruale. Cosicché una maggiore eliminazione di iodio
deve essere compensata con un aumento della sua assunzione attraverso
l'alimentazione. Questo bilancio di entrata e' di uscita deve essere
sempre in equilibrio. Ogni sbilanciamento nutrizionale con carenza iodica
può contribuire alla insorgenza di gozzo, ma può contribuire a danni ben
più devastanti durante la gravi- danza e l'allattamento. Una grave carenza
di iodio in gravidanza è un fattore di rischio per il bambino che può
essere colpito da alterazione della funzione intellettiva ( cretinismo ),
da sordomutismo, da pare si spastica e da nanismo. La carenza di iodio è
così facile da prevenire che è un delitto lasciare che un solo bambino
nasca mentalmente handicappato per questo motivo. Il cibo più idoneo per
una sana funzione tiro idea è una adeguata scelta di ali- menti contenenti
iodio, che assieme ad un aminoacido, la tiroxina, partecipa alla
produzione di ormoni tiroidei. La tiroxina è contenuta nei cereali e
derivati, in tutti i legumi, nella carne rossa e bianca (coniglio: il tipo
di carne più ricco di tiroxina), uova e pesci. Cereali, legumi e pesci
sono il cibo della tiroide ad ogni età e per ogni sesso, perché sono alimenti ricchi di tiroxina.
|