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LE MALATTIE DELLA TIROIDE IN CASENTINO

23 MARZO 2002  PALAGIO FIORENTINO-STIA

LE DONNE DI PIERO DELLA FRANCESCA

Dott. Pier Luigi Rossi Medico specialista in Scienza della alimentazione Docente tecniche dietetiche Università di Siena

Lo si è a lungo considerato un segno di bellezza: avere un collo lungo, pieno e ben rotondo. Ma non era e non è un segno di salute. Là dove il collo si unisce al torace deve essere presente una piccola fossetta. Ponetevi davanti allo specchio e riscoprite di avere un corpo dove nulla è lasciato al caso e tutto ha un suo preciso.significato biologico. Se non avete più la "fossetta" alla base del collo, due sono i principali motivi di questa assenza: il primo sta nell'avere un abbondante strato adiposo sottocutaneo, il secondo sta nell'avere un aumento del volume della tiroide, anatomicamente posta proprio tra la base del collo a ridosso della trachea e della laringe.

Questi due motivi possono essere entrambi presenti e responsabili del collo pieno e ben rotondo. Ma non è un caso che questo segno di bellezza sia stato esaltato, con particolare forza estetica, dai pittori rinascimentali nelle figure femminili perché  la donna è più esposta dell’uomo ad avere un aumento patologico del volume della ghiandola tiroidea. Le dame dipinte da Piero della Francesca (pitture presenti ad Arezzo, a Sansepolcro) hanno il segno del gozzo. Piero stesso soffriva di gozzo. La patologia fu esaltata a bellezza.

ESTETICA DELLA MALATTIA

La donna, più dell'uomo, è esposta ad una alterazione della funzionalità tiroidea con un aumento del suo volume perché  ha la necessità fisiologica di assumere una maggiore dose giornaliera " di iodio, un elemento chimico che trae il suo nome dalla parola greca "ìon", che tradotta significa viola. Il colore dello iodio è il viola, come tanti potranno ricordare pensando ad un comune diffuso disinfettante. Il fabbisogno giornaliero di iodio della donna in età fertile è di 150 microgrammi, che sale a 200 durante la gravidanza e l'allattamento. Per un bambino è di 90, per un adolescente 120, per un uomo adulto 130. Un microgrammo è una unità di massa equivalente ad un milionesimo di grammo. Lo iodio è un elemento chimico essenziale per produrre gli ormoni

tiroidei, responsabili di numerose azioni fisiologiche e biochimiche. Il 90% dello iodio arriva al corpo umano con l' alimentazione giornaliera, il 10% con l'acqua. Elevato è il rischio di non raggiungere la dose richiesta di iodio da assumere ogni giorno per- che cibi raffinati, diete ipocaloriche inferiori a 1200 calorie, ali- menti ottenuti con sistemi di allevamento e di produzione intensiva possono apportare solo insignificanti dosi di iodio.

Quando l' apporto di iodio scende sotto i 40 microgrammi al giorno compare il gozzo, cioè un evidente ed apprezzabile aumento patologico del volume della tiroide alla base del collo. Il progresso della medicina ha fatto credere che malattie come il gozzo siano scomparse. Invece il gozzo è ancora diffuso. Si calcola che in Italia siano colpite da gozzo endemico almeno 5-6 milioni di persone, talvolta senza una loro piena consapevolezza. Ciò è dovuto ad una insufficiente quantità di iodio nell’organismo. Ma prima di arrivare all'evidenza clinica ed estetica del gozzo, c' è una ampia zona nutrizionale compresa tra la quantità di iodio richiesta dal personale fabbisogno giornaliero, variabile con il sesso e con l' età, ed il livello di 40 microgrammi, sotto il quale si entra nella patologia correlata al gozzo.

Questa considerazione evidenzia quanto sia alto il numero delle persone potenzialmente esposte ad una carenza nutrizionale di iodio, tant'è che il Ministero della Sanità ha da anni intrapreso una campagna di prevenzione della carenza iodica nella alimentazione nazionale, autorizzando l’uso del sale iodato, un normale sale da cucina addizionato di iodio, acquistabile in ogni esercizio commerciale alimentare. Una dose di 5 grammi di sale iodato al giorno, usato nel condimento a crudo e mai in cottura, apporta circa 80 microgrammi di iodio, quantità ritenuta idonea a compensare la carenza iodica derivante dalla normale alimentazione. Accanto ad una insufficiente assunzione giornaliera di iodio vi sono abitudini di vita in grado di alterare l'assorbimento e 1 'utilizzo dello iodio da parte della tiroide, come il fumo con i suoi tossici tiocianati e l'uso prolungato di anticoncezionali.

L' eccesso di calcio nelle acque di falda troppo dure, con una durezza totale superiore a 50° F gradi, gradi francesi, limita l'assorbimento dello iodio. Alcuni alimenti possiedono naturali sostanze gozzigene limitanti l' assorbimento intestinale dello iodio come cavolfiore, cavolo verza, cappuccio rosso e cavolini di Bruxelles, broccoli, rape, crescione e senape. Anche il suolo dove vengono coltivati gli alimenti vegetali può influenzare la quantità di iodio che arriva all’organismo perché , per motivi di formazione geologica, questo elemento chimico può risultare tal- mente carente nello stesso terreno da non essere assorbito dagli alimenti vegetali. È quanto succede nel Casentino che ha un terreno senza iodio perché  la formazione geologica della valle non ne ha consentito l'accumulo; cosicché  tutti i vegetali che crescono nella terra del Casentino non contengono iodio e gli animali che mangiano questi vegetali non introducono iodio. L 'uomo che si trova all’apice della catena elementare non ricevendo iodio ne dai vegetali ne dagli animali, si espone alla carenza di questo elemento come è successo per secoli in Casentino.

La patologia tiroidea da carenza iodica coinvolge tutti gli esseri vegetali ed animali viventi in una nicchia ecologica dove geologicamente si è formato un terreno povero di iodio. Sta qui la spiegazione biologica dell'elevato numero di aborti, del limitato accrescimento di statura e del ritardo dello sviluppo intellettivo ( cretinismo endemico) e di alterate funzioni cerebrali presenti da millenni in popolazioni residenti in aree geografiche chiuse e delimitate, in particolare nelle Alpi e negli Appennini: zone geologiche povere di iodio.

GIOVANI DONNE

La donna ha un particolare rapporto fisiologico con la tiroide. Gli estrogeni femminili agiscono favorendo l'eliminazione urinaria dello iodio. Inoltre lo iodio viene eliminato attraverso il sangue mestruale. Cosicché  una maggiore eliminazione di iodio deve essere compensata con un aumento della sua assunzione attraverso l'alimentazione. Questo bilancio di entrata e' di uscita deve essere sempre in equilibrio. Ogni sbilanciamento nutrizionale con carenza iodica può contribuire alla insorgenza di gozzo, ma può contribuire a danni ben più devastanti durante la gravi- danza e l'allattamento. Una grave carenza di iodio in gravidanza è un fattore di rischio per il bambino che può essere colpito da alterazione della funzione intellettiva ( cretinismo ), da sordomutismo, da pare si spastica e da nanismo. La carenza di iodio è così facile da prevenire che è un delitto lasciare che un solo bambino nasca mentalmente handicappato per questo motivo. Il cibo più idoneo per una sana funzione tiro idea è una adeguata scelta di ali- menti contenenti iodio, che assieme ad un aminoacido, la tiroxina, partecipa alla produzione di ormoni tiroidei. La tiroxina è contenuta nei cereali e derivati, in tutti i legumi, nella carne rossa e bianca (coniglio: il tipo di carne più ricco di tiroxina), uova e pesci. Cereali, legumi e pesci sono il cibo della tiroide ad ogni età e per ogni sesso, perché  sono alimenti ricchi di tiroxina.

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