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La mostra di Partina
31 luglio- 2 ottobre
Il tempio di Pieve a Socana e le stipi votive del territorio, nuove acquisizioni
Molti sono coloro che ancor oggi giungono in Casentino per visitare i suoi famosi santuari (La Verna, Camaldoli), ma ben pochi sono a conoscenza che anche in un lontano passato la zona fu oggetto di numerosi luoghi di culto. La mostra è così dedicata alla scoperta di questi antichi siti casentinesi di epoca etrusca, presentati in due sedi espositive diverse (Stia e Partina) per meglio valorizzare i contenuti dei due santuari più famosi: il tempio di Socana e la stipe del “Lago degli Idoli” A Partina nuove acquisizioni hanno infatti permesso una più dettagliata ricostruzione per intero delle antefisse del V sec. a.C. e il recupero di parti decorate delle tegole di gronda; e qui è presentata una scelta del materiale recuperato nella campagna di scavo 1969-77, ad illustrazione degli oggetti votivi usati nei secoli di vita del santuario. Assieme a Socana è presentata anche una serie di più piccole e ancor meno conosciute stipi votive, che come il santuario del Falterona sorsero principalmente sulle vie di comunicazione con le altre vallate. Tra queste in particolare la stipe di “Sodo alle Calle”, che posta non lontano dall’Eremo di Camaldoli, permetterà di comprendere alcune analogie tra i due antichi santuari.
Orario apertura
- luglio- agosto
sabato e domenica ore 10.30 – 12.30 16-18
mercoledì- giovedì- venerdì ore 16-18
- settembre
Sabato e domenica ore 10.30 – 12.30 16-18
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La mostra di Stia
24 luglio – 2 ottobre
Il Lago degli Idoli, primi risultati dalla recente campagna di scavi
Il percorso espositivo vuole evidenziare l’interesse che il Falterona, per la sua magica presenza etrusca, ha suscitato per quasi due secoli sui Casentinesi attraverso la presenza degli scavi che dal loro avvio nell’ottocento non sono praticamente mai terminati. Tramite le tracce rinvenute nei recenti scavi del 2003 è stato possibile ricostruire alcune delle fasi dell’antico scavo ottocentesco, ma anche inseguire i resti delle numerose effrazioni clandestine che si sono ripetute dagli anni sessanta del secolo scorso fino ad epoca attuale. All’interno della mostra è illustrato il breve saggio scientifico del 1972, che fece comprendere le possibilità e le difficoltà che si sarebbero ritrovate in un intervento di scavo definitivo.Infine per la prima volta sono presentati i risultati della campagna di scavo 2003 che, con gli oggetti di culto recuperati, apre la possibilità ad uno studio più accurato dell’intera stipe che andò dispersa alla fine dell’ottocento e che ha offerto la possibilità di studiare la stratificazione formatasi sul fondo del piccolo laghetto che iniziò circa seimila anni fa.
Orario apertura:
- Luglio- agosto
tutti i giorni ore 16-19
- Settembre- ottobre
sabato e domenica ore 16-19
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Per informazioni
- Comune di Stia, ufficio turismo e cultura: 0575/582296
- Comune di Bibbiena, Biblioteca comunale: 0575/593791
- Gruppo Archeologico Casentinese : 0575/594021
www.casentinoarcheologia.org |
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Ente promotore
- Comunità Montana del Casentino
Enti partecipanti
- Comunità Montana del Casentino
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
- Comune di Stia
- Comune di Bibbiena
- Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
- Provincia di Arezzo
- Regione Toscana
Progettazione e ideazione della mostra
- Gruppo Archeologico Casentinese
Con il contributo per l’esposizione del Centro Promozioni e Servizi di Arezzo |
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