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come arrivare
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Museo del Bosco e della
Montagna
apertura sabato 17-19 domenica 10-12 e 16-19
Vicolo dei Berignoli 5
0575/581323 0575/583965 0575/529263
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Il Casentino ha visto fiorire, sin dalle
epoche più remote,numerosi insediamenti umani che hanno saputo, ben interagire con l'ambiente naturale di montagna e con
tutto ciò che questo offriva.
Il casentinese ha subito trovato, fra queste bellissime montagne, la sua
"ragione di vita" sia in termini materiali che spirituali. Molte delle
attività umane che hanno tipizzato l'alta valle dell'Arno, hanno come
elemento caratterizzante la "non stanzialità".
Fra queste si ricordano:
-l'allevamento ovino transumante
-lo sfruttamento del bosco con produzione di legna carbone
-l'artigianato di supporto con gli addetti alla manutenzione delle
suppellettili di casa e dei mezzi di trasporto.
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Altre attività, più specificatamente
svolte in loco, da ricordare sono:
- la difficile agricoltura di sussistenza con la "vitale" coltivazione del
castagno
- l'artigianato specializzato del legno famoso nell'alto Casentino dal XV
secolo
- l'industria della lana già importante dal XIII
- la industria metallurgica presente dal XV
- l'industria del legno mediante la quale i tronchi delle nostre foreste
erano usati per le costruzioni edili di Firenze e per l'armamento delle
navi di Pisa e Livorno almeno dal XV secolo, l'industria della carta sorta
nel XVIII secolo.
L'intrecciarsi di queste attività e la "intelligente laboriosità dell'uomo
casentinese hanno consentito di modellare, vie mezzi di trasporto, alle
reali esigenze del territorio. Vengono così costruite le strade bordonaie
adibite esclusivamente al traino dei tronchi dalle vette dell'Appennino
sino ai porti dell'Arno e da qui fluitati, in determinati periodi
dell'anno, a Firenze e Pisa.
Le altre vie vengono costruite ed usate per il trasporto su treggia, a
basto o umano. L'impiego di animali da soma, somari e muli, era molto
diffuso e diretto dai vetturini.
Il trasporto di legna di piccole dimensioni e del carbone, all'interno
della macchia, sino alle strade più importanti, ai centri abitati o agli
imposti, veniva eseguito proprio dai sapienti vetturini con i loro fidi
animali.
Quando il carico era leggero o la strada da percorrere breve, era l'uomo o
la donna il vero mezzo di trasporto utilizzando la cesta sopra la spalla o
a tracolla.
Il trasporto su treggia era riservato quasi esclusivamente in agricoltura.
All'interno del ristretto ambiente rurale venivano usati anche mezzi da
trasporto per due persone come la barella o per una come la carretta. Il
carro agricolo a ruote veniva usato nel fondovalle ed in talune zone
montuose non troppo scoscese.
Il traino di grossi tronchi all'interno
della macchia o sulle strade bordonaie veniva eseguito utilizzando una o
varie coppie di buoi o vacche. Per il trasporto di persone e cose si usava
il calesse ed il calessino.
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Dalla seconda metà del XVIII secolo le
nostre montagne, che oggi costituiscono l'importante Parco Nazionale delle
Foreste Casentinese, Monte Falterona e Campigna, considerata la loro
bellezza naturale, paesaggistica, storica e religiosa, sono meta di viaggi
onde soddisfare una esigenza, non estranea all'ambiente casentinese, di
tipo conoscitivo, religioso e di svago. Tali escursioni venivano fatte
utilizzando quella fitta rete di strade, di mulattiere e di sentieri che
il casentinese ha saputo costruire e mantenere. Le mete più ambite, di
allora come di oggi, sono:
l'Eremo ed il Monastero di Camaldoli, La Verna, le Pievi paleocristiane e
romaniche, il Monte Falterona, la giogaia dell'Appennino, le sorgenti
dell'Arno, dalla prima età del XIX secolo, il laghetto degli Idoli.
Il tema della fruizione della montagna con finalità ricreative si
intreccia strettamente ad un mezzo di trasporto ampiamente documentato nel
museo: lo sci. Utilizzato dalle popolazioni insediato ad alta quota per
spostamenti sulla neve dettati dalle necessità quotidiane, dalla seconda
metà del XIX secolo, lo sci divenne anche pratica sportiva e momento di
svago per i residenti ed i turisti durante la stagione invernale. |
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Progetto e coordinamento
Giuseppina Carla Romby
Ricerche e testi
Moreno Massaini
Sci Club Stia
Fotografie
Collezione Famiglia Stefani, Papiano-Stia
Collezione Famiglia Bresciani, Papiano-Stia
Collezione Famiglia Scalpellini, Stia
Collezione Moreno Massaini, Papiano-Stia |
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